Cammello

Alleato perfetto per l’inverno

Lucentezza, morbidezza e leggerezza sono le caratteristiche della lana di cammello, una fibra molto pregiata utilizzata nel settore tessile e dell’abbigliamento. Il cammello, allevato in Asia Centrale e Sud-Orientale soprattutto in Mongolia, Cina e nel deserto del Gobi, è composto da due manti: lo strato superficiale composto dalle giarre, i peli più ruvidi, e il duvet, che presenta un pelo fine e morbido da cui si ricava la lussuosa materia prima.

Grazie al loro manto lungo e lucente ci regalano una fibra naturale di alta qualità: il colore più comune è il dorato con sfumature che vanno dal rosso al marrone chiaro mentre rarissimo e altamente pregiato è il colore bianco, detto albino. La fibra viene utilizzata al naturale senza essere sottoposta a processi di tintura.

Tra le sue qualità principali, la fibra presenta proprietà termostatiche notevoli, che gli consentono di isolare il cammello dal freddo della montagna e proteggerlo dal caldo del deserto. Il tessuto del cammello è così l’alleato perfetto per l’inverno, poichè in grado di assorbire l’aria calda e l’umidità del corpo, favorendo il benessere fisico.

Millenni di storia

ll cammello ha accompagnato l’uomo per millenni: è apparso in Nord America circa 45 milioni di anni fa per poi migrare in Europa ed in Asia dove per secoli è stato un mezzo di trasporto lungo le vie del commercio tra Oriente ed Occidente. Nel XVII secolo il pelo del cammello inizia ad essere lavorato per la creazione di tessuti pregiati ma solo nel 1800 raggiunge la sua massima popolarità grazie al Polo a cavallo. In inghilterra infatti, le giacche in lana di cammello indossate dai giocatori diventeranno poi simbolo di eleganza al punto da essere indossate anche fuori dai campi. Nel corso degli anni la lana di cammello ha visto molteplici usi pratici ma la sua preziosità trova la sua massima espressione nella creazione di tessuti di alto pregio.

Lavorazione del cammello: dalla fibra al tessuto pregiato

Durante l’inverno il cammello battriano si ricopre di un manto lungo e folto. La quantità e la qualità del pelo dipende dall’habitat nel quale l’animale vive: i cammelli che vivono in zone calde e più temperate tendono ad avere un pelo più grossolano rispetto a quelli che vivono in ambienti freddi, che presentano invece un pelo più fine e folto.

Da ogni esemplare si ricavano solo 700 grammi di fibra all’anno: questo la rende preziosa e estremamente costosa.
La raccolta avviene in primavera, stagione in cui il cammello perde il manto naturalmente, evitando così tecniche più invasive come la tosatura. Successivamente l’animale viene spazzolato: tramite la pettinatura si separano i peli più pregiati, quelli del sottovello, da quelli più grossolani, che avvolgono solitamente lo strato superficiale.

Una volta terminata la raccolta, la fibra viene lavata e sottoposta ad un processo chiamato “de-giarratura”, che consente di rimuovere le sostanze vegetali e i peli meno pregiati, preparandola così alla lavorazione. A questo punto la fibra è pronta per essere filata e tessuta: il tessuto che se ne ricava è soffice, caldo e prezioso.

Materia prima